Your cart is currently empty!
Ipnotiche ed esotiche digressioni tra sfuggenti combinazioni e sovrapposizioni di nostalgie orientali. Mille porte da attraversare, mille storie da procrastinare.
Dal tramonto all’alba tra notti dissolte ed avventure dissolute. Mille storie dentro altre favole. Incapsulate dentro il sogno infinito della pittura, forme dentro altre forme, litanie e narrazioni infinite, abbagliate dalla luce che interrompe un epilogo atroce. Oasi di tranquillità, tra amore, ombre e crudeltà.
Storie sfuggenti su tappeti volanti, forme evanescenti destini incandescenti.
Reverie ad occhi aperti, tra stati di semi-veglia affacciati sull’enigma, sempre più in sintonia con un cosmo di storie implose. Un punto di svolta permanente,gettati oltre la soglia, nel punto di transizione tra ciò che “non è ancora… ma già non è più”, pronti ad abbracciare tutta l’incertezza della transizione, cercando non l’evidenza delle cose, ma l’evanescenza che deborda oltre i contorni del riconoscimento abbracciando il mistero dei sogni tra i segni del tempo. Fotosensibili, navigano nella luce, dialogando cl vento, sospinte dal mantra di una identità ripetuta lasciarsi perdere nel tempo postmoderno di simulacri di mondi. Tutto diventa Altro grazie alla fantasia mito-poetica e all’istinto metamorfico dell’immaginazione tra scie e rifrazioni sinuose di onde di linee: una incessante anarcoide divagazione, un detour attorno al demone della creazione. Mondi immaginari, luoghi postmoderni, citazioni retro-futuriste possono convivere in uno stile di rappresentazione che abolisce la contraddizione, un universo della rappresentazione che ha abbandonato la
logica del principio di realtà e dando vita a un immaginario dove mondo materiale e spirituale, si condensano in uno spirito vegetale, lento e inesorabile, fatale e letale. Sottili giochi di arabeschi lasciamo emergere nodi di tempo liquido, sincretico e complicato. Narrazioni dentro le narrazioni, storie non lineari auto-incluse in un circuito avvolgente ma che si avvolge come la tela dei fantasmi dell’interiorità. La data si ripete ma non segna mai la stessa ora, la ripetizione differente rivela l’inganno dell’identico e l’attitudine al mistero. Si perde l’innocenza ma non la grazia della conoscenza, come l’azione di una forza naturale mossa dalla spinta trascendentale della ricerca della bellezza. Il disegno unisce alla precisione microscopica una qualità descrittiva entomologica per un mondo ibrido destinato alla mutazione nella
continuità dello stile. Grafie intinte nella bivalenza dei segni, ma solo in apparenza inconseguenti: già gettate oltre il recinto di un realismo magico o di una astrazione concreta.
Volti saturi di personalità, presenti nell’intimità con il proprio carisma, indifferenti al sensazionalismo. Volti appartati nella consapevolezza. Ritratti da meditazione, lenti distillazioni di toni, tratti, vibrazioni. Solo ritratti sapientemente selezionati in grado di ispirare con un carisma naturale, sguardi
predestinati ad una perfetta condensazione della personalità. I sintomi di un carattere, i gesti, le posture inconsce, la presenza corporea nello spazio, il modo dell’epidermide di restituire la luce: l’irriducibile identità individuale che risponde alla luce. na indefinita tensione si raccoglie in un bagliore
improvviso, un pudore inaspettato, un ritrarsi di protezione compreso tra i movimenti degli occhi, compresso tra anime in un tentativo di comunicazione. Colore passione, diramazione centrifuga dell’azione istintiva pittorica.
Apparizioni che di-svelano il potere profondo della seduzione arroccata su una forma incantata. a micro mimica facciale è una sequenza di variazioni di movimenti brevissimi che segnano avvicinamenti cosmici e distanze abissali. La cartografia dei movimenti del volto è un atlante per una esplorazione in grado di cogliere sintomi, movimenti involontari, atti rimossi estromessi dal profondo dell’inconscio, una indefinita tensione trasformata nella magia dell’espressione che cattura l’attenzione. un Mondo, insieme mentale ed animale. Un delizioso turbamento recepisce la scossa nervosa suscitata dalla bellezza di un corpo d dove tutto sempre, inaspettatamente muta fin dentro le fibre nervose sottocutanee. Donne irraggiungibili, ma vere, come il mito di una bellezza sempre in fuga che si rinnova per successive allegorie ereincarnazioni. L’anima della bellezza è una metempsicosi sempre migrante tra nuovi corpi che volta per volta rappresentano l’occasione per una fuggevole apparizione in una nuova icona avvolta nel mistero. Il cuore in fiamme della passione, l’anima dark di una bellezza fatale, onde di colore, pulsioni cromatiche. Pericolose sirene postmoderne cantano melodie irripetibili e incantano con il magnetismo di una forma che lotta contro la
latitanza dello sguardo contemporaneo troppo ricco di distrazione. Colore passione, diramazione centrifuga dell’azione istintiva pittorica. Apparizioni che di-svelano il potere profondo della seduzione arroccata su una forma incantata e poetica. Oltre il puro significante pittorico, il corpo della bellezza è un tessuto di segni ironici e ludici, di diramazioni eccentriche fatte di ispirazioni improvvise ed aspirazioni ideali, ma anche di traspirazioni vitali e di espiazioni necessarie per il peccato originale della bellezza.
La pittura di Laura Lepore è come un viaggio su un orient-express post-moderno che attraversa lentamente l’Europa in una notte fuori dal tempo tra personaggi letterari, avventurieri, fammes fatale, nobili decaduti, dove il mistero del fascino che sale improvvisamente su una carrozza, può sedurre come la reincarnazione di sogni già sognati ma già pronti a scendere alla prossima stazione e riavvolgersi nella nebbia.
Vittorio Raschetti Giornalista, saggista e critico d’arte.